|
E' un
villaggio del Sub-Appennino. Ci si arriva da Lucera per la
strada Appulasannitica (S.S. n. 17), lasciando questa al
bivio di Volturara e seguendo la mandamentale S. Marco,
Celenza, Carlantino.
Carlantino si stende lungo una collina della Valle del
Fortore, che fa valle con la montagna, dove ai piedi
l'affluente Cigno sbocca nel Fortore. Il villaggio è a m.
558 sul livello del mare - alla porta della chiesa - la
montagna a più di m. 600 - guarda l'Oriente e le sue vie
larghe, aerate, piene di sole vanno da sud a nord quasi ad
anfiteatro in un triangolo scaleno. Non ha strade rotabili
di comunicazione con gli altri paesi, tranne quella, che per
il bosco di S. Marco mena a Lucera (quando non è caduta la
neve), pittoresca, incantevole a primavera, ma inutile buona
parte dell'inverno. Le campagne sono fertili e danno,
specialmente, ottimi grani duri e peperoni grossi ed
aromatici, che si coltivano largamente: non manca la coltura
degli altri cereali, specialmente il granturco - la vigna -
l'oliveto ed in piccola parte gli ortaggi. Anche la
coltivazione del tabacco ha dato splendidi risultati.
La pastorizia è limitata: ma non mancano ottimi formaggi e
la ricotta tenerissima - salami squisitissimi e carni
saporitissime. Vi è pure una grande produzione di uova e
polli, che a migliaia vengono esportate: e l'allevamento a
mano dei muletti.
La popolazione è sana e robusta - buona e laboriosa - la
maggioranza è di contadini, che lavorano quasi tutti nei
propri campi… ed ecco perché quando la annate sono buone si
nuota nell'agiatezza. Tutti hanno qualche cosa al sole e
l'eclettismo di tutti i lavori manuali. Se v'è
analfabetismo, è perché, per esperienza sanno, che dà più la
zappa che la penna… e le scuole hanno fatto molto
desiderare!......................................... |