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Cerignola nacque verso il 500 a.C., quando Alessandro il
Macedone fece distruggere l’antica Cerina, sul fiume
Fortore, e gli abitanti scampati alla distruzione della
città si spostarono in campagna, dando vita a vari piccoli
borghi (Tressanti, Fontana~Fura, San Giovanni in~ Fonte). In
un secondo tempo, essi pensarono di riunirsi e di formare il
nuovo paese di Cerignola. Scelsero come punto base il
castello del Curatore romano, perché era il posto più
sicuro, in quanto i cittadini potevano essere difesi e
protetti dai soldati che stavano nel castello. Il Curatore
era messo a guardia dei depositi di grano, che si trovavano
nella zona che viene chiamata tuttora "Piano delle fosse".
L’odierna Chiesa di San Domenico, sita nei pressi del "Piano
delle fosse", era anticamente una stazione di cambio dei
cavalli e di ristoro per i viaggiatori. L'antica Cerignola
costituiva un insediamento di scambio sin dall'epoca romana.
Ad avvalorare questa tesi sta il fatto che nell'arco di
venti secoli, tutti o quasi, gli insediamenti antichi del
Basso Tavoliere sono scomparsi per varie ragioni e vicende,
mentre solo quello di Cerignola è giunto sino a noi. Una
ragione in più che fa pensare all'origine romana
dell'attuale impianto urbanistico del Borgo antico è data
dal fatto che da un'attenta lettura del tessuto viario si
evincono pochi elementi radiocentrici, bensì elementi di
ortogonalità, tipici di tutti i centri di origine medievale
impostati su schemi di preesistenze più antiche. In epoca
medievale il borgo, ridotto a sede di feudo e dotato di
castello e torri, fu chiuso entro mura di cinta turrite, con
la popolazione asservita all'autorità del feudatario e del
potere regio. Venne devastata nel quattordicesimo secolo,
durante la guerra tra Giovanna Prima e Luigi di Ungheria.
Nel 1414 prese le redini del trono Giovanna seconda e,
nel1418, vendette Cerignola a Ser Gianni Caracciolo, suo
favorito, che, insieme al Villaggio e territorio di Orta,
pagò appena dodicimila ducati. Da questo momento Cerignola
cessava di essere città regia e diventava feudo e patrimonio
della famiglia Caracciolo. Con la morte di Carlo Caracciolo,
avvenuta nel 1584 la baronia di Cerignola passò alla figlia
Caterina, contessa di S. Angelo, la quale, dopo il
matrimonio con il duca di Monteleone, Ettore Pignatelli nel
1611, cedette il feudo di Cerignola a favore di Girolama
Pignatelli (sua figlia secondogenita). Da allora Cerignola
rimase feudo dei Pignatelli. Il terremoto del 1731 causò
notevoli danni: lo stesso castello, già modificato nel suo
impianto originario, ne rimase semidistrutto. Nella seconda
metà del Settecento si assiste alla ricostruzione degli
edifici distrutti e ad un'ulteriore espansione fuori le mura
del borgo antico ormai circondato completamente. Tale
ricostruzione avvenne in modo irregolare e non uniforme,
infatti molti dei vecchi edifici rimasero troncati dei piani
superiori distrutti dal terremoto, altri invece vennero
ricostruiti sulle macerie utilizzando i vecchi muri come
fondazioni. L’abolizione del feudalesimo con la legge 2
agosto 1806 mise fine dopo 400 anni, alla dominazione dei
baroni feudali sulla città. L'ultimo feudatario fu il Conte
di Fuentes ed Egmont, Giovanni Armando Pignatelli. Con il
riscatto delle terre feudali, con l'abolizione della Dogana
e delle proprietà ecclesiastiche e con l'avvento dei
Napoleone al Regno nell'Ottocento, al decollo
agricolo-industriale delle campagne fece riscontro uno
sviluppo notevole di Cerignola nel suo insieme. Per quanto
concerne il borgo antico esso aveva ormai raggiunto la sua
definitiva fisionomia, così come lo si può ancora osservare.
Il nucleo antico di Cerignola conserva ancora oggi, quasi
inalterata, la sua fisionomia di borgo medievale,
costituendo quindi un patrimonio storico-culturale da
rivalutare. CURIOSITA' Agli inizi del 1500 si fronteggiarono
gli eserciti spagnolo e francese in quella che è passata
alla storia come la Battaglia di Cerignola, rievocata
durante la Festa al Borgo Antico che si tiene annualmente in
primavera. Un film di Totò “Gambe d’oro” è stato girato
interamente a Cerignola alla fine degli anni Cinquanta. Ecco
la scheda di “Gambe d’oro”. Ogni città ha la sua storia:
quella di Cerignola è raccontata nel sito della Capitanata.
La città presta il nome ad una varietà di olive, la BELLA DI
CERIGNOLA. A Cerignola si produce olio D.O.P., ossia a
Denominazione di Origine Protetta: un marchio preciso e
prestigioso, il quale garantisce che l'olio ottenuto viene
rigorosamente prodotto con olive di Cerignola, esaltando le
caratteristiche organolettiche tipiche come, ad esempio:
aspetto velato, colore verde con riflessi gialli, odore
fruttato di buona densità, sapore di oliva appena franta con
piacevole nota amarognola e piccante. Cerignola ha dato i
natali (1892)a Giuseppe Di Vittorio, Segretario generale
della CGIL dal 1945, e presidente della Federazione
sindacale mondiale dal 1948; ricoprì tali cariche fino alla
morte avvenuta a Lecco nel 1957. Illustre concittadino fu
pure l’autore de “La cavalleria rusticana”: Pietro Mascagni
stabilitosi a Cerignola, dove si dedicò alla direzione della
filarmonica, della banda e degli spettacoli del Teatro
Municipale. Scomparso da pochi anni, Pinuccio Tatarella
aveva assunto un ruolo di primo piano nella politica a
livello nazionale, ricoprendo anche la carica di Vice
Presidente del Consiglio. Tra i nativi di Cerignola non
potevano mancare i calciatori: Amoruso, Colucci , ma anche
Erminia Castriota finalista di Miss Italia nel 1999.
(Notizie tratte dalla Rete Civica del Comune di Milano e
temporaneamente pubblicate a solo titolo di test
dell'applicazione)
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