L’origine
risale probabilmente al tardo periodo
romano.
Nel 1998 in località San Martino sono stati
rinvenuti da 2 archeologi di Foggia 5
scheletri allineati in cunicoli di pietra, 5
paia di orecchini e 4 braccialetti di bronzo
(cimitero romano).
Ulteriori reperti sono stati rinvenuti in
località Valle delle Noci nel 1967
(scheletri allineati in tombe di pietra,
vasi di terracotta e armi, reperti di una
necropoli risalente al mille o ad un periodo
anteriore).
Carente o impossibile è l’accesso alle fonti
documentali a causa della distruzione che
gli archivi angioini hanno subito il 30
settembre del 1943 dall’incendio appiccato
dall’esercito tedesco in ritirata.
La sua centralità, il suo essere
geograficamente l’ombelico dell’Italia
meridionale, fece sì che nel suo territorio
fosse convocato nel 1140 da Ruggero il
Normanno l’Assise di Selvamala, l’Assemblea
costituente che diede le prime leggi
fondamentali al regno normanno del Sud. Nel
tardo medioevo, queste terre sono state al
centro di importanti conflitti religiosi e
sono divenute luogo di ospitalità per tanti
perseguitati in fuga a causa della propria
fede religiosa. Non è un caso che le
autorità ecclesiastiche spesso si
lamentassero che queste contrade fossero
infestate "da eretici". Amministrativamente
ebbe la sua libertà nel 1588 (cella,
castello e poi Universitas).
Fin dall’epoca Normanna, apparteneva al
territorio e alla Diocesi di Ariano Irpino.
Monteleone di Puglia come tanti altri
centri, fu coinvolto nelle alterne vicende
politiche del tempo, passando sotto il
dominio dei Normanni, degli Angioini, degli
Svevi, degli Aragonesi e successivamente al
dispotismo dei baroni e dei feudatari (Guevara,
Marziale, Carafa, De Ronan, Conzaga, Brancia,
Capace Galeotta, Platti, Erba Odescalchi e
Figlioli).