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Il nome
apostolico della città, lo stemma leonino, l’apposizione che
si richiama alle origini dalle acque (dello storico nucleo
originario è tuttora vivo il nome di Palude), destano
venezianamente analogie ed echi di campanile, ma subito
sfumati dalla bonaria e disincantata autoironia dei locali.
Il misero casale medioevale visse lungamente all’ombra
feudale della sovrastante e potente abbazia e ancora nel
1648 contava appena 600 abitanti. 'San Marcuccio', infatti,
come si è sopra detto, lo appellerà un viaggiatore del 1576.
Affrancato da ogni residua feudalità badiale appena nel
1782, il borgo rapidamente 's’incamminò a diventar città'
per la rapida fioritura dell’attività agricola e
artigianale. Nel 1814 contava già 14.500 abitanti, avendo
ottenuto il titolo di città fin dal 1793. Subì poi questa
evoluzione nel numero degli abitanti: 15350 nel 1861, 18200
nel 1921, 22050 nel 1951, 19014 nel 1961 e 16528 nel 1971.
Il rapido decremento è in relazione alla generale mutata
attività economica da agricola a industriale e alla
conseguente emigrazione.
Quando gli abati commendatari trasferirono la loro sede
nella borgata, assunsero il titolo di Abati di San Marco in
Lamis e abitarono il sontuoso palazzo badiale, ora
trasformato in sede comunale. Nel 1782, essendo abate il
Cardinale Nicola Colonna, l’abbazia fu dichiarata di regio
patronato, cioè alle dirette dipendenze del Re di Napoli.
Dopo la morte del Colonna essa non ebbe più alcun abate e
nel 1809, con sentenza della commissione feudale, venne
sciolta ogni confusione di terre tra il Comune di San Marco
e il demanio per l’abbazia vacante. Il 16 febbraio 1816 Pio
VII e Ferdinando I stabilirono comunque di non sopprimere
l’abbazia, perché forniva una rendita di 2000 ducati. Nel
1855, con la creazione della Diocesi di Foggia, Pio IX
provvide alla definitiva sistemazione affidando convento e
città alle cure spirituali del Vescovo foggiano.
La città vive un annuale suo momento televisivo di risonanza
nazionale la sera del venerdì santo con la processione delle
'fracchie': religiosa manifestazione popolare unica nel suo
genere.
A oltre mezzo chilometro dal Convento di San Matteo, a 630
metri sull’Adriatico, belvedere sul golfo sipontino e sul
Tavoliere, al bivio delle strade per Foggia e per San
Giovanni Rotondo, si trova il Villaggio di San Matteo o
ufficialmente Borgo Celano. I nomi del Santo e del monte,
alle cui falde solatie si adagia, dicono tutto di questo
piccolo e promettente centro abitato. Nato nell’aprile del
1908, quale posto di sosta per i pellegrini, è ora ricercata
località di soggiorno estivo per la sua aria salubre e
perennemente fresca e pura.
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LE STRUTTURE RICETTIVE DEL COMUNE |
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Affittacamere
IL GALLO D'ORO
San Marco in Lamis (FG)
C.DA MALMISIRRI F.20 P.LLA198, -- - 71014
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San Marco in Lamis (FG)
VIA DON MINZONI, 22 - 71014
Telefono 0882816433 - Fax 0882816399
Alberghi
BORGO PACE
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San Marco in Lamis (FG)
VIA XXV LUGLIO, -- - 71014
Telefono 0882-816382 - Fax 0882-817071
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San Marco in Lamis (FG)
VIA CADUTI IN GUERRA, 2 - 71014
Telefono 0882816551 - Fax 0882816613
Sito web: www.parkhotelcelano.it
E-mail: info@parkhotelcelano.it
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- 4 stelle -
San Marco in Lamis (FG)
VIA ROSSELLINI, 2 - 71014
Telefono 0882816689 - Fax 0882817133
Sito web: www.hotelrossemi.it
VILLA SAN PIO
- 4 stelle -
San Marco in Lamis (FG)
CORSO DEL POPOLO - 71014
Telefono 0882818050 - Fax 0882817182
Alloggi agrituristici
MASSERIA CALDEROSO
San Marco in Lamis (FG)
LOC.CALDEROSO SP 26 KM8, -- - 71014
Telefono 0882450910
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Bed & breakfast
ARANCIO
San Marco in Lamis (FG)
VIA DELLA CAPPELLA, 2 - 71014
RESIDENCE PADRE PIO B&B
San Marco in Lamis (FG)
VIA DON MINZONI, 24 - 71014
Telefono 0882-831371
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