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L'origine
di Sant'Agata di Puglia si ritiene debba collegarsi alla
necessità avvertita dai romani di fortificare gli sbocchi
orientali degli Appennini Appulo-Irpini per cui sorse il
magnifico ponte sul Calaggio a tre luci che assicurava il
collegamento di una diramazione della Via Appia, con le Vie
Traiana, Herculea e Herdonea. Non lontano da questo ponte fu
costruito, in epoca romana, una stazione di posta che nei
secoli successivi divenne il complesso monastico di
S.Antonio Abate. A protezione dello strategico ponte si
vuole, da alcuni storici, sia sta edificata la Rocca
chiamata artemisium. Con la decorrenza dell'impero romano e
l'avvento del Cristianesimo, l'Artemisium pagana si mutò in
oppidum. L'impianto urbanistico della cittadina conserva la
struttura medievale; si è sviluppato in forma spiraliforme a
partire dal castello verso valle in un progredire di vicoli,
ripide scalinate, archi, torrette, campanili, case con
caratteristici portali, fino all'ultima cinta di cui
l'entrata era la Porta Nuova con le chiese posizionate sui
lati del paese. Oggi Sant'Agata conserva ancora la doppia
cinta muraria: la più antica, racchiude il Castello di epoca
Longobarda restaurata in seguito dai Normanni e rinforzata
dagli Svevi e dagli Angioini; la seconda cinta muraria
racchiudeva la cittadella con l'Arco della Porta Nuova. La
ricchezza che la città aveva, è testimonianza non solo da
diversi palazzi gentilizi quanto dalle numerose chiese
edificate e dalla presenza di tre manufatti conventuali: il
convento delle Vergini (attuale albergo e museo), il
convento dei Francescani Riformati (successivamente
distrutto) ed il convento dell'Annunziata. |