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Torremaggiore, centro di 17.000 abitanti, è la città della
Capitanata, a 38 km a nord di Foggia, che ospitò nel suo
territorio l’imperatore morente, Federico II di Svevia
(1250) a Castelfiorentino. Qui dettò il suo testamento
universale, dal valore inestimabile sul piano giuridico,
storico e civile.
La sua origine risale all’anno Mille, quando il casale col
nome di Terra Maggiore era infeudato alla vicina Abbazia
benedettina di S. Pietro. All’Abate, vero feudatario, sono
indirizzati i documenti di cui ci è pervenuta memoria, tra
cui l’importante bolla di papa Onorio III del 1216, che
conferma ed enumera tutti i vasti possedimenti ed i
privilegi concessi al detto Monastero, già riconosciuti con
praeceptum dai catapani bizantini, dai duchi e re normanni.
Il Puer Apuliae amò particolarmente questo lembo della
Puglia e spesso, dedito alla caccia, dimorò nei suoi
castelli di Apricena, Lucera, Castelpagano, finché la morte
non lo colse a Fiorentino nel 1250 (Torremaggiore). Le aspre
lotte scatenatesi tra il Papato e Manfredi di Svevia
portarono alla distruzione di Fiorentino e Dragonara il 26
ottobre 1255, ad opera delle soldataglie di papa Alessandro
IV, al soldo del card. Ottaviano degli Ubaldini. I
superstiti delle due città, stabilendosi all’ombra
dell’Abbazia di S. Pietro, nei pressi del Castrum
normanno-svevo, ora inglobato nel Castello Ducale, diedero
vita all’odierno borgo antico di Torremaggiore.
Nel 1295 il feudo passò ai Templari; dopo la loro
soppressione, avvenuta nel 1312, venne assegnato in dote da
re Roberto d’Angiò a sua moglie Sancia, da cui prende il
nome la contrada Reinella. Successivamente, passò a diverse
case signorili, tra cui i Gianvilla, conti di Sant’Angelo.
Nel 1382 venne investito del feudo Niccolò de Sangro.
Questo casato, discendente dai Duchi di Borgogna, esercitò
la sua signoria, coi titoli di principi di Sansevero e duchi
di Torremaggiore, salvo qualche interruzione, sino al 1806,
anno di soppressione dei diritti feudali.
Nel 1627 Torremaggiore fu rasa al suolo dal catastrofico
terremoto che sconvolse l’Alto Tavoliere, mentre nel 1656 fu
funestata dalla peste bubbonica. Nel 1799 ebbero luogo gli
scontri tra sanfedisti fedeli al re e antiborbonici di fede
repubblicana, guidati dai fratelli Fiani, uno dei quali,
Nicola, fu trucidato a Napoli dai sicari dei Borboni. Nel
1834 viene istituita in onore di S. Sabino, patrono della
città, la fiera dell'agricoltura e del bestiame, prima
domenica di giugno).
Dal 1861 al 1863 imperversò il brigantaggio sotto la guida
di Michele Caruso, originario del luogo. Dopo l’esodo
migratorio degli anni ’50 e ’60, Torremaggiore si
caratterizza per lo sviluppo agricolo. Torremaggiore è anche
la città dell’olio extra vergine d’oliva, del grano e del
vino che commercializza a livello nazionale e all’estero.
A partire dagli anni ’80 cerca di valorizzare il sito di
Fiorentino, grazie a vari interventi di scavi
ultradecennali, che hanno riportato alla luce i resti della
Domus imperiale e della distrutta città medievale. Nel 2007
è stato istituito il Parco archeologico di Fiorentino. |